Fondato e Diretto da Claudia Izzo

Il primo giornale di Cetara

A Cetara tre giorni di Musica con “Bellissimo Festival”

In Costiera tre giorni di musica tra mare e stelle.

 «M’ha donato un’ansia di volo il mare, m’ha donato un sogno»È con i versi del compianto Mario Benincasa, saggista e poeta, che Cetara presenta il “Bellissimo Festival” per una tre giorni di puro divertimento con musica, expo e fitness. Prodotto da Dissonanze s.r.l.s. e dall’associazione culturale ambientarti, con il sostegno del Comune di Cetara, il festival si prepara letteralmente a cavalcare l’onda della contemporanea italo-wave con una line-up che intende valorizzare ed esaltare il panorama dell’Arena del Porto “On Waves”, uno spazio unico nel suo genere per la straordinarietà della posizione e del panorama. Un carattere fortemente identitario e un’anima delicata, quella del Bellissimo Festival, che porta sulla scena salernitana alcuni degli artisti più interessanti del panorama italiano attuale. Un festival con una forte componente narrativa, espressione di un segnale, ma anche di una necessità ben più ampia, che accoglie e raccoglie performance, arte, design, ecologia, benessere a 360° gradi. Bellissimo Festival prende il nome da un’esclamazione semplice che viene spontanea di fronte all’incanto del posto.

Una facilità solo apparente, che strizza l’occhio al linguaggio internazionale e ai trend legati al viaggio e al turismo, che vedono dominare sempre di più l’esperienza, la qualità del vissuto relazionale durante una vacanza o un evento. Beni relazionali, quindi, ed inclusione delle realtà più interessanti del territorio, senza fermare lo sguardo al “local”: iniziare dalla propria (bellissima) realtà per provare a progettare un disegno più grande. Bellissimo Festival porta la musica sin dalle prime ore del tramonto, che in Costiera definisce il cielo con colori unici e quasi da tavolozza, per chiudere con dj set e atmosfere rarefatte fino all’una di notte.
Traghetti attivi anche per le corse notturne, grazie alla collaborazione con Travelmar e tanti partner privati, per garantire gli spostamenti, in linea con le sempre crescenti esigenze dell’amministrazione comunale di spingere e muovere le vie dal mare, per garantire capienza e vivibilità all’interno dei minuti spazi del borgo. La line-up, da poco ufficializzata, vede nomi quali Colombre, La Nina, Ciao Discoteca Italiana, Napoleone, Savana Funk, Bruno Belissimo, Bluem, Daniela Pes, Popa, Mundial, ma anche tanto territorio di valore, come le sperimentazioni degli Aminta, gli Asakaira, i dj-set di Caffè delle Cinque, con tanti ospiti che si alterneranno sul palco, dal giovedì 3 al sabato 5 agosto, con ingresso a partire dalle 19.
Un main stage che ha tanto da offrire, unitamente all’area expo affidata ai designer di Mercato Marchesa e da un second stage e area relax in assoluta condivisione. E ancora Limen, a curare il prodotto Contemporary Art, Photo & Poetry” con installazioni artistiche di design del riuso, fotografia e poesia emozionale, le performance artistiche del collettivo Emersae tante attività per chi il festival vuole viverlo anche di giorno: yoga, kayak, sup e dimostrazioni di kite surf, con insoliti abbinamenti enologici ed enogastronomici. Nel solco di quanto promosso da ambientarti negli ultimi dieci anni di eventi sul territorio cetarese, le partnership locali rappresentano il perno attorno a cui far ruotare ricettività e accoglienza: con la recente rete dei “Contadini Pescatori” difatti si è generato un sistema virtuoso di convenzioni per i pernottamenti e per la ristorazione. Main sponsor dell’evento, le ricercatissime produzioni di Ceramica Artistica “Giovanni De Maio” con una collezione che unisce le linee dell’artigianato all’industria e al design, interamente dedicata ai borghi della Costiera Amalfitana, quindi la società di energia green Revoluce Santaniello tessuti. Bellezza, natura, cultura del pescato, ma soprattutto concerti a caratura internazionale, su un palco che promette di sfidare la realtà con il sogno. I biglietti sono in prevendita su DICE.

Qui il programma dei concerti:

𝖣𝖠𝖸 𝟣
19.30 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮 𝗣𝗲𝘀 [𝘀𝘂𝗻𝘀𝗲𝘁 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗿𝘁]; 20.30 𝗔𝗺𝗶𝗻𝘁𝗮; 21.30 𝗠𝘂𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹; 22.30 𝗦𝗮𝘃𝗮𝗻𝗮 𝗙𝘂𝗻𝗸; 23.30 𝗖𝗮𝗳𝗳𝗲̀𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝘄/𝗥𝗮𝗻𝗱𝗼𝗺 𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝘆 [𝗱𝗷 𝘀𝗲𝘁]
𝖣𝖠𝖸 𝟤
19.30 𝗕𝗹𝘂𝗲𝗺 [𝘀𝘂𝗻𝘀𝗲𝘁 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗿𝘁]; 20.30 𝗔𝘀𝗮𝗸𝗮𝗶𝗿𝗮; 21.30 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗲𝗼𝗻𝗲; 22.30 𝗟𝗮 𝗡𝗶𝗻𝗮; 23.30 𝗕𝗿𝘂𝗻𝗼 𝗕𝗲𝗹𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 [𝗱𝗷 𝘀𝗲𝘁]
𝖣𝖠𝖸 𝟥
19.30 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗺𝗯𝗿𝗲; 20.30 So Beast; 21.30 𝗣𝗼𝗽𝗮; 22.30 𝗠𝗮𝗻𝗮𝗴𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁; 𝗖𝗶𝗮𝗼 𝗗𝗶𝘀𝗰𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮! [𝗱𝗷 𝘀𝗲𝘁]

Giovedì 3 agosto. Alle 19.30 Daniela Pes, inconsueta, magnetica, spigolosa. La lingua che ritorna suono. Il suono che diventa utopia. Daniela Pes è una musicista e cantautrice sarda nata nel cuore della Gallura nel 1992. La sua voce e la sua musica sfuggono alle classificazioni e ai contenitori predeterminati. Daniela Pes è immersa nel flusso della musica, come cantante, come strumentista, come musicista elettronica. Prodotto da IOSONOUNCANE, Spira è il primo album della cantante, strumentista e musicista elettronica Daniela Pes, già vincitrice nel 2017 del prestigioso premio Andrea Parodi, dei premi Nuovoimaie (2017 e 2018) e SIAE miglior musica nell’ambito di Musicultura. Tra elegante e oscura elettronica dai beat a tratti galoppanti e ambient dal respiro cosmico, sette tracce avvolte dal canto di un’artista dal talento multiforme, votata alla destrutturazione della forma canzone e alla decostruzione della lingua per creare un mondo sonoro esoterico in cui l’arcaico, il contemporaneo e il futuribile si avviluppano l’un l’altro come nella danza gravitazionale di due galassie in procinto di fondersi. Spira è un disco di musica visionaria che interpreta la drammaturgia sonora come utopia. E l’utopia altro non è che un modello costruito per praticare una radicale critica dell’esistente. Siamo così di fronte a un’artista spericolata e, in senso antropologico, regale che, attraverso la sua musica, ci proietta altrove soltanto per lasciarci intravedere squarci di realtà del nostro presente, dove il logos appare (forse irrimediabilmente) compromesso.

Alle 20.30, jazz & soul sulle ritmiche hip hop degli Aminta. Dalla musica salentina all’elettronica, danze indemoniate vi aspettano dalle 21.30 con l’esibizione di Mundial. A partire dalle 22.30, l’essenza dell’afrobeat con jam incendiare e groove irresistibili. I Savana Funk incarnano l’essenza della live band unendo funk, rock, blues e musica africana ed una presenza scenica invidiabile, con un pubblico affezionato in rapida crescita e un crescente numero di concerti in tutta Europa. La band continua ha un’attività live instancabile, partecipando a decine di festival e rassegne. Il palco è la dimensione congeniale per apprezzare lo spirito del gruppo. Una commistione di musica africana, funk, blues, rock psichedelico, influenze jazzistiche e melodie forti caratterizza tutto il loro repertorio. Nell’estate del 2019 vengono invitati ad alcuni appuntamenti del Jova Beach Party, i concerti estivi di Jovanotti: suonano quindi davanti a decine di migliaia di persone, facendo anche delle lunghe jam session sul palco con Lorenzo. Durante i mesi invernali successivi vengono invitati a Propaganda Live, programma in prima serata e seguitissimo su La7. Dalle 23.30 in scena Caffèdellecinque, per un dj set bellissimo con Domgreek & Random Memory a chiudere la serata. Venerdì 4 agosto. Dalle 19.30, paesaggi Avant Pop e strade sonore imprevedibili con Bluem. 

Si chiama Chiara Floris, è una giovane musicista e produttrice sarda con base a Londra, e nel suo nuovo disco – Nou – intitola la prima traccia del disco Creusa, che in sardo significa “nuovo”. BLUEM vuole portare sul palco qualcosa che non ha precedenti, a metà strada tra il clubbing di Jamie XX e il pop elettronico di Rosalìa. Si insinua in un’intercapedine tra hyperpop e folk, con sintetizzatori e drum machine. Canta con nostalgia e voce sottile. Assembla tutto insieme a una sfilza di musiciste e musicisti che collaborano con lei. Arssalendo, Giumo, Luigi Visconti, Bawrut, Malakay e Rani hanno contribuito alla produzione, mentre Moonlight è un featuring con Yasmina. Il beat con drum machine acida ed effetti sottili, che ci portano tra le stelle mentre sotto suona un tempo reggaeton. È una grande carovana, la sua band, guidata dalla musicista, che porta l’ascoltatore a seguirli tra i ruscelli e i sentieri dissestati, sotto un cielo scuro e senza nuvole, fino allo spazio siderale.

Quella di Bluem è una musica pronta a salpare, a portarci in terre lontane e sconosciute. Un viaggio senza scopo e senza meta, la prima tappa di un percorso inesplorato. Dalle 20.30 insieme ad Asakaira per un viaggio dove il jazz si trasforma in un labirinto psichedelico. Lacrime a mare, lì a due passi con Davide Napoleone dalle 21.30. In arte Napoleone, è un autore, cantautore e produttore originario di Capaccio Paestum (SA) e trapiantato da vari anni a Torino. Già autore per Sony Publishing Italy di numerosi brani per artisti affermati nel panorama musicale italiano, nel 2020 decide di dare vita a un suo progetto artistico dal sound fresco e internazionale, cercando di rievocare storie, luoghi e personaggi del passato e mantenendo le atmosfere della tradizione musicale campana. I primi tre singoli pubblicati “Amalfi”, “Porta pacienza” e “Povera femmina” sono ispirati alla vita del cantautore amalfitano Vito Manzo, scomparso prematuramente nel 1957.

Non c’è bisogno infatti di nascondere il talento dietro uno pseudonimo per Davide Napoleone, artista che si è posto all’attenzione del pubblico grazie a una scrittura che vive nell’intercapedine tra la scena pop e l’eco della tradizione del funk partenopeo, tra incisi in dialetto e il groove nostalgico di un’anima migrante. Protagonista assoluto sempre il Mare, metafora di un legame indissolubile con le proprie radici e autenticità qui scenario di un amore non corrisposto, teatro all’aperto per una preghiera soul per incontri mancati e aspettative tradite. Un’ amara malinconia per la nostalgia di qualcosa che sarebbe potuto essere ma è andato alla deriva, il rovescio della medaglia di quell’amore per la propria terra già cantato nelle parole solari di “Anna è tornata” e “Lacrime a Mare”. Sperimentazione e ibridazione, dalle 22.30 la voce della Napoli contemporanea di La Nina.

Ritmi urbani e tribali, melodie mediterranee, versi ipnotici e improvvise esplosioni di rime si fondono nel respiro cosmico di un disco che riparte dalle embrionali esplorazioni sonore del precedente EP EDEN per portare a compimento quell’incontro unico fra antichissime armonie destrutturate, strumenti  ricercati – una tammorra a cornice senza sonagli, una chitarra romantica del 600, un marxophone – e le ardite sperimentazioni dell’elettronica più attuale: un’oscillazione continua, una incessante dialettica passato-futuro, che riflette plasticamente l’anima e il corpo de LA NIÑA. Un corpo che, nell’artwork dell’album, realizzato mediante l’uso dell’intelligenza artificiale e della fotografia, appare inserito non a caso in un classico esempio di ‘vanitas painting’, circondato da una collezione di oggetti simbolo dell’effimero che, in qualche modo, raccontano le canzoni racchiuse nell’album. Dopo i concerti trasformiamo il mare in un’immensa dancefloor, a partire dalle 23.30 con Bruno Belissimo.

Già bassista di Colapesce, è un dj, produttore e polistrumentista Italo-Canadese. La sua produzione musicale ha un suono unico influenzato dai classici dell’italo space-disco italiana e dalle colonne sonore dei film horror sci-fi di fine anni ‘70 e inizio anni ‘80, rielaborato in uno stile contemporaneo e originale. In pochi anni ha collezionato un numero impressionante di concerti in Italia e all’estero, oltre che svariate collaborazioni artistiche. Gli show di Bruno Belissimo sono carichi ed energici, e vedono il performer esibirsi suonando il basso e controllando dal vivo macchine, sintetizzatori e visual, trascinando il pubblico in uno spettacolo coinvolgente a 360 gradi. Sabato 5 agosto. Realismo magico sul Tirreno, dal tramonto, con Colombre. 

La stima da parte di colleghi e addetti ai lavori è indubbia da sempre. Giovanni Imparato propone sonorità “fuori-moda” con ostinazione e fierezza, e così eccolo raggiungere quota tre dischi con il suo primo lavoro con un titolo lungo più di una parola: “Realismo magico in Adriatico”. Certamente una citazione del movimento letterario e pittorico che connette Buzzati a Hopper, García Márquez alla Khalo, ma anche una dichiarazione d’intenti: raccontare la vita di tutti i giorni nella provincia marchigiana che, va da sé, un po’ magica lo è. Realismo stralunato e profumato di mare in un sunset concert che si promette bellissimo e irripetibile. A seguire, sperimentazione punk e avantgarde noise insieme a So Beast. 

Dalle 21.30, glossy e raffinatezza di un’estetica neo-borghese. Più che una cantante, Popa è un progetto artistico curato da uno studio creativo milanese chiamato Salotto Studio e Psicomagia, il suo primo singolo, è un pezzo spudoratamente rétro che affronta con ironia il tema dell’astrologia, fra canzone pop di cinquant’anni fa e disco music anni ’70. Maria Popadicenko è infatti una fashion designer che sul palco fa rivivere la golden age della musica italiana (quella dell’incontro tra chanson e disco music) con esoteriche e misteriose percussioni e un taglio moderno, senza fare nessun compromesso a livello sonoro. Non il male di vivere, ma la gioia di vivere male con i Management, sul palco dalle 22.30. Precedentemente, Management del dolore post-operatori, è spesso citato come uno dei gruppi più controversi della scena indipendente italiana. Con la nuova formazione il gruppo pubblica dapprima il singolo La pasticca blu, dedicato all’artista Paolo Maria Cristalli e l’11 marzo 2014 il secondo album McMAO per ColorSound Indie in coproduzione con MArteLabel e distribuzione Universal Music Italia.

Il disco presentato in anteprima streaming su Radio Deejay contiene dieci brani originali e la cover Fragole buone buone di Luca Carboni, lavoro considerato più elaborato e meno irruento dei precedenti che ha visto la collaborazione artistica di Giuseppe Veneziano per l’atwork e il booklet. A dieci anni dal disco dinamitardo che ha mostrato tutto il loro potenziale, i Management tornano con un nuovo, significativo capitolo della loro storia discografica che narra la collettiva “Ansia Capitale”, un prodotto che registra numeri importanti tra la nicchia e il mainstrem. Sul finale, dalle 23.30, arte, design e canzone d’autore per una discoteca tutta italiana. Ciao. Discoteca Italiana è un collettivo nato nel 2017 con base a Torino, nel vertice occidentale del triangolo industriale. Prendendo spunto da elementi stilistici del mondo del design, dell’arte e della musica leggera, Ciao rielabora il paesaggio sonoro e visivo dell’industria culturale italiana e le forme comunicative che definiscono il rapporto fra passato, cultura pop e contemporaneità.

Dal 1917 Ciao in accordo con la propria visione legata alla rielaborazione della forma canzone e delle strutture della musica leggera porta avanti il suo percorso musicale nei più disparati contesti fra club e festival dello stivale. I manifesti del C.IA.O. nascono sui muri e trovano successivamente spazio nei salotti, attingono dalla tradizione della propaganda politica della Prima Repubblica, dall’architettura e dall’editoria che hanno animato l’attività culturale nell’Italia del Boom Economico. Ciao! Discoteca Italiana crede nelle sale da ballo libere, nella dialettica della lotta di classe, nella borghesia illuminata, nella ricerca e diffusione della cultura pop e nella ferma convinzione che il linguaggio trovi la sua massima espressione quando collettivamente condiviso e immaginato.

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