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Praiano: tra monti, mare e cielo, un luogo affascinante da visitare

In un vecchio piccolo opuscolo a cura dell’Ente per il Turismo della Provincia di Salerno dal ridente titolo “Salerno la costa del sole”, stampato più di 60 anni fa, in terza pagina, tra le mete turistiche della Costiera Amalfitana, una breve descrizione ci introduce il grazioso borgo di Praiano “Praiano è un piccolo paese di pescatori turisticamente bene attrezzato. La piccola insenatura Praja è il sicuro rifugio verso il quale arrancano i marinai quando si scatena la tempesta; ma è anche la deliziosa spiaggetta dove mille forestieri scendono per tuffarsi nelle acque azzurrissime”. Luogo particolarmente suggestivo e panoramico e affascinante. Praiano è un pittoresco paese situato tra i Comuni di Conca dei Marini e di Positano, dalla tipica urbanizzazione della Divina Costiera caratterizzata da terrazzamenti di muri a secco (per il drenaggio dell’acqua meteorica) e scalinate che ricavano suolo coltivabile da territori molto impervi e montagnosi. Situato alla base del monte Tre Pizzi, dal paesino si raggiunge il mare dove sorge Marina di Paiano.

Praiano_veduta_dal_sentiero CC BY-SA 4.0 (2)

Dal punto di vista geografico il Comune è tutto rivolto sul mare, con Capo Sottile che divide il nucleo diffuso di Praiano, che è orientato a levante, da Vettica Maggiore, che guarda invece Capri, con Cala della Gavitella la cui spiaggia, diversamente dalle altre della Costiera, è baciata dal sole dalla mattina fino alla sera. Come altri luoghi della Costiera, anche questo piccolo territorio stretto tra il mare e le montagne ha un suo passato storico. Il termine Praiano si lega, molto probabilmente, al termine praia che proviene dal greco “plagion” ovvero mare aperto. La sua nascita non è, storicamente ben chiara, nonostante la tesi dello storico  Leopoldo Cassese che sostiene una sua antropizzazione già prima del periodo della Repubblica Amalfitana: “ E’ noto, infatti, che, a causa del fascino del loro clima e dell’incanto dei loro panorami, le località più importanti della costiera, fin dal primo secolo furono cosparse di sontuose ville e di ricchissimi liberti di imperatori, e probabilmente ciò sta ad indicare  che le dette località dovettero far parte dei domini imperiali. Ai proprietari di codeste ville di cui abbiamo due cospicui esempi a Minori e a Positano i profughi potettero chiedere protezione, se nel basso impero esistevano ancora dopo la nota eruzione Pliniana del 79 d.C.”. Inizialmente l’abitato era tutto distribuito vicino al mare, ma poi a causa di numerosi eventi naturali come terremoti, maremoti e smottamenti, accompagnati poi dalle pericolose incursioni dei saraceni, assistiamo alla realizzazione prima di torri difensive angioine lungo tutta la linea di costa e poi, sotto il Viceregno Spagnolo le torri di avvistamento.

Italie, Côte amalfitaine, Praiano, la Torre saracena by Marie Thérèse Hébert & Jean Robert Thibault is licensed under CC BY-SA 2.0. (2)

Tra le torri presenti nel Comune di Praiano, la Torre Assiola (detta anche Asciola), realizzata nella seconda metà del XIII secolo e posta ad est del territorio praianese, con la sua struttura cilindrica è, allo stato attuale, in buone condizioni.

Torre di Grado #villa #rental #property #praiano #amalficoast #italy by gingerbeardman is licensed under CC BY-NC-ND 2.0. 

Torre Grado, posizionata invece ad ovest è anch’essa in buone condizioni e presenta una torre cilindrica probabilmente d’epoca angioina, rivolta verso il mare, a cui è annessa una quadrangolare del periodo del Vicereame. L’unione delle tue tipologie architettoniche avvenuta nel 1564 le vale la definizione di “a doppia altezza composita”. La torre è dotata ancora di due piccoli cannoni di bronzo. Praiano è identificabile in una stampa cartografica (Principato Citra olim Picentia) del Blaeu risalente al 1665 con annesse anche le torri disseminate lungo tutta la linea di costa. In un’altra antica cartografia, datata 1789 e realizzata dal geografo e cartografo padovano Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, ben evidenziano i due borghi diffusi di Vettica e Praiano.  I praianesi erano dediti alla pesca e al commercio, ma che alla coltivazione del territorio: grazie alla realizzazione dei terrazzamenti, si coltivavano agrumi, patate, legumi, orzo ma anche la vite e l’ulivo. Nel periodo medioevale e in particolare quello angioino, l’abitato godeva di una certa autonomia nonostante fosse sotto l’autorità politica amalfitana, con numerose proprietà appartenenti a famiglie patrizie amalfitane.  Praiano fu comunque legata alla cittadina di Amalfi, fino al XVII secolo, anche dal punto di vista fiscale, l’economia del territorio, inoltre, si basava su numerose attività come la lavorazione delle reti per la pesca, la filatura e la sbiancatura del lino, e fin dal 1400 vi erano anche bravi corallari. Marina di Praia e l’insenatura della Gavitella erano, inoltre, dei piccoli approdi sui quali veniva depositata la merce come il grano, il pesce, ma anche i materiali per l’edilizia. Oltre ai meravigliosi panorami mozzafiato, questo piccolo lembo della Divina Costiera, ci regala piccoli gioielli dell’architettura: sparsi lungo i pendii del suo territorio si ergono numerose chiese (circa 15), e altrettante cappelle gentilizie all’interno delle nobili case.

Praiano (SA), 2010, Il Convento di San Domenico e la Chiesa di Santa Maria a Castro. by Fiore S. Barbato is licensed under CC BY-SA 2.0. (2)

Di particolare interesse storico-architettonico è la chiesa di Santa Maria a Castro con annesso Convento di San Domenico. Posizionata a 364 metri s.l.m. la chiesa è a 5 navate: quella di sinistra realizzata nel 1430 che conserva, al suo interno, un affresco diviso su più registri.

Praiano (SA), 2010, La Chiesa di Santa Maria a Castro affreschi del XV sec. by Fiore S. Barbato is licensed under CC BY-SA 2.0. (2)

Nella sua parte alta è rappresentato Gesù benedicente in stile bizantino, al suo fianco ritroviamo, inoltre San Paolo e San Pietro, mentre nella fascia inferiore è raffigurata la Madonna con Bambino circondata da santi e angeli posizionata all’interno di un baldacchino.

Praiano (SA), 2010, La Chiesa di Santa Maria a Castro affreschi del XV sec. by Fiore S. Barbato is licensed under CC BY-SA 2.0. (2)

Affianca la chiesa il Convento che presenta una tipica tipologia architettonica del territorio, con i due livelli che presentano coperture a volta estradossate, al primo livello ritroviamo il refettorio e la cisterna, mentre nel secondo quattro celle, la cucina e il forno. Altra struttura sacra e quella dedicata a San Gennaro posizionata a Vettica Maggiore.

chiesa di San Gennaro Praiano by Miradortigre is licensed under CC BY-NC 2.0. (2)

 Realizzata sulle fondamenta di una precedente chiesa sempre dedicata a San Gennaro, forse risalente alla metà del XIII secolo, è attualmente in stile basilicale del rinascimento, a pianta a croce latina e a tre navate e con cupola maiolicata policroma. Secondo lo storico amalfitano Matteo Camero la struttura sacra fu definitivamente ultimata nel 1602 e lungo le navate di destra e sinistra si snodano numerosi altari come ad esempio l’altare dell’Immacolata con quadro su tela del 1747 oppure l’altare di San Michele Arcangelo che nel XVII secolo fu sede spirituale di un’associazione di naviganti e pescatori. Particolarmente bella e suggestiva è la “Luminaria di San Domenico” che si perpetua dal 1606 nei primi quattro giorni di Agosto.

Praiano (SA), 2010, Luminaria di San Domenico. by Fiore S. Barbato is licensed under CC BY-SA 2.0. (2)

  La tradizione vede il posizionamento di numerose fiaccole ad olio lungo la facciata del Convento di San Domenico, nei giardini e sulle finestre delle casa e lungo un percorso che giunge alla chiesa di San Gennaro. Tale tradizione nasce da un sogno fatto dalla madre di San Domenico in dolce attesa del santo. La donna vide un cane con in bocca una fiaccola con la quale riuscì a incendiare l’intero mondo. Il realtà la torcia rappresentava la Parola di Dio mentre il cane era il futuro Padre della chiesa ovvero Domenico.

Praiano CC BY-SA 4.0 (2)

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