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Il primo giornale di Cetara

La nascita della strada più bella del mondo

E’ irresistibile il richiamo che la Divina Costiera esercita, in ogni mese dell’anno, ma più segnatamente all’arrivo dell’estate.

Quella che va sotto il nome di SS 163 Amalfitana è infatti una delle strade più affascinanti del mondo ed unisce tutti i borghi che affacciano su quel meraviglioso tratti del Tirreno.  Un’opera di ingegneria che si fonde mirabilmente col paesaggio, ma anche un collegamento indispensabile all’economia dei tanti piccoli centri costieri. Economia che oggi si basa essenzialmente sul turismo, ma che nel passato si estrinsecava in una serie di attività economiche molto diversificate: si andava dalla pesca alla produzione della carta, dalla produzione di pasta alla coltivazione dei limoni, quali il famoso sfusato di Amalfi, un tempo esportato in tutto il mondo.

Oggi raggiungere paesi come Vietri, Cetara, Erchie, Maiori, Minori, Atrani, Amalfi Positano è semplicissimo. Si monta in macchina e si imbocca la strada costiera a partire da Vietri. Guidando con prudenza ci si immerge in una esperienza dei sensi rigenerante. Il mare si fonde col cielo e col verde della vegetazione abbarbicata agli scoscesi pendii che dall’alto dei monti precipitano nell’azzurro del mare.

Eppure per il passato raggiungere quei borghi era difficile, occorreva noleggiare una barca a Vietri e prendere la via del mare. Giunti però a destinazione, attraccare era impossibile e si era costretti a raggiungere la terra sulle spalle dei rematori.

Oggi quella strada ha compiuto la bella età di 167 anni, durante i quali non ha mai subito cambiamenti e ciò va detto ad onore di coloro che la realizzarono e che seppero guardare al futuro.

Ripensando ai modesti mezzi tecnici disponibili all’epoca, l’opera ci appare come un vero prodigio della tecnica e dell’ingegneria del tempo. Ma se essa dal punto di vista economico va riguardata come una infrastruttura indispensabile per lo sviluppo dell’economia local,  nacque primamente da una fascinazione estetica.

Il primo a maturare la decisione di costruire una strada  per togliere i paesi costieri dal loro isolamento fu Giuseppe Bonaparte, che  nei pochi anni in cui sedette sul trono di Napoli rimase letteralmente affascinato dal paesaggio della costiera. A Giuseppe, passato sul trono di Spagna. successe Gioacchino Murat che riprese il progetto della strada costiera.

Purtroppo gli eventi storici sopravvenuti, gli impedirono di concretizzarlo. Bisognò attendere il 1833 affinché, per volere di Ferdinando II si riprendesse l’antico progetto. Fu così scelto il tracciato attraverso il Capo d’Orso e fu stimata l’entità della spesa necessaria alla realizzazione dell’opera, ammontante a 160.000 ducati, pari a circa 8 milioni di euro attuali. Il re pretese dalle ditte incaricate dei lavori il rispetto assoluto delle previsioni di spesa. Infine nel 1842 i lavori furono avviati e durarono circa undici anni.

Il 12 gennaio del 1854 l’opera fu inaugurata con una solenne cerimonia alla presenza del re. A distanza di quasi cinque anni da quella data, l’avvocato Durelli così  scrisse:

Fu giorno di letizia e di commozione, perché le 62 cartiere sparse nei puti della costiera meglio sosterranno la loro gara; ed il mercato dei grani, altre volte tenuto a Salerno verrà esercitato in quelle contrade stesse, per le impareggiabili paste lavorate.”

Dunque la principale ragion d’essere di quella magnifica via di comunicazione era di tipo economico. Essa nasceva con lo scopo di favorire le attività economiche che lunga la costiera si svolgevano; era insomma l’infrastruttura necessaria allo sviluppo economico di quelle attività insediate nei vari centri affacciati sul mare.

Quando fu infine entrata in servizio, ancora una volta l’avvocato Donzelli ebbe così a descrivere la nuova arteria:

Segnata per inaccessi monti, la novella strada discorre a grande agio con una sviluppata sol, come una biscia, e mentre, in taluni punti tocca quasi il mare, che non perde mai di vista, ed in altri si eleva dal sottostante Tirreno 600 e più palmo, procede come se fosse un colle quasi sempre piano.”

Ma ciò che la maggior parte di coloro che la percorrono ignorano è che sopra di essa, la costa si articola in montagne attraverso cui si diramano percorsi così affascinanti da aver meritato l’appellativo di “Sentiero degli dei”. Essi erano le antiche vie di comunicazione terrestri per arrivare a Palinuro e ad Amalfi, non altro che mulattiere percorse da chi aveva necessità di spostarsi da un borgo all’altro per via terra, con indicibile fatica.

Oggi sta a noi salvaguardare un simile tesoro trasmessoci da chi, nel passato, ha dimostrato una notevole lungimiranza.

 

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