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Fausto Bertinotti chiude al Cetus Hotel di Cetara la rassegna:” E il mare s’addorme alla sua riva”

di Gaetanina Longobardi-

Ogni comunicazione è un atto di condivisione. Mettere in comune le esperienze, le emozioni, i momenti della propria vita. E a questo che ha pensato  Fausto Bertinotti mentre ieri presentava il suo libro La sinistra che non c’è in un dialogo aperto con Tino Iannuzzi. Un format che funziona ed è promosso dal Cetus Hotel di Cetara. Ad aprire la rassegna letteraria “E il mare s’addorme alla sua riva”, gli interventi di saluto di Guido Milanese, che ha portato i saluti del Governo e di Rosaria Chechile, owner del Cetus Hotel. L’evento è stato realizzato in collaborazione con Feltrinelli, con il patrocinio del Comune di Cetara e la curatela artistica del giornalista Stefano Pignataro.

Benjamin Constant scriveva in un passo di Fragments d’un ouvrage abandonné sur la possibilità d’une constitution républicaine dans un grand pays che quando si tratta di legiferare è necessaria la presenza attiva di un gran numero di legislatori, perché le leggi debbono essere il risultato del confronto fra idee molteplici. Un lemma legato al potere legislativo e alle molteplici prospettive che può essere coniugato anche in politica. Il patrimonio delle riflessioni bertinottiane e le sue esperienze stimolano una diversità di proposte e una vivacità di discussione che serve davvero.

Raggiunta la ricostruzione storica precisa, l’autore oltrepassa le criticità della sinistra con una scolta di partecipazione emotiva. In Costiera Amalfitana, ieri sera si è rimasti nell’attesa dell’incontro. Fausto Bertinotti ha sorriso nella limpidezza del tramonto intanto che catturava un ricordo e scandiva una frase: «Il Novecento è il Tempo della Grande Politica».

La presentazione ha lasciato le porte del Cetus Hotel. Il pubblico ha seguito l’immenso racconto di una politica impreziosita da riforme, di un omaggio all’orizzonte internazionale, ai disegni di umanità individuati con trasporto.

Credo che il libro palesi sostegno alla sinistra perché la battaglia costringe a conservarsi, a restare vigili, a cercare, a sperare. Ed era tempo, ormai.

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