di Claudia Izzo-
Varie spiagge delle nostre zone, quest’anno, mete ambite per tanti cittadini, sono state al centro di problemi, delusioni e crucci per bagnanti, turisti, esercenti e amministrazioni comunali. E’ il caso della spiaggia Largo Marina di Cetara, accostata a quella libera di Universo Beach di Salerno, sul Lungomare Marconi. Quest’ultima, dopo i sopralluoghi dell’Arpac, della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza, resterà chiusa ed interdetta al pubblico per 60 giorni, a partire da metà luglio, in forza di un’ordinanza del sindaco De Luca per problemi legati alla non conformità della sabbia e ad una elevata carica batterica rilevata nei controlli.
Capiamo bene la situazione, prima di confondere le acque.
Nessun consulente tecnico del Comune di Cetara, né alcun consulente della difesa degli indagati nel procedimento relativo a Largo Marina, ha partecipato agli scavi e ai prelievi eseguiti nei giorni scorsi sull’arenile di Universo Beach a Salerno. È il primo chiarimento da mettere nero su bianco dopo le notizie che hanno accostato le due vicende e riferito della presenza, sul cantiere salernitano, anche di tecnici collegati a Cetara.
Non è così. I due cantieri sono distinti, come distinti sono i procedimenti, i materiali in esame, la conformazione dei luoghi e la natura delle opere. L’inchiesta che riguarda Universo Beach segue un proprio percorso; quella relativa a Largo Marina, invece, si concentra su un progetto di protezione e ripascimento di una spiaggia con caratteristiche del tutto particolari, stretta tra il porto, le scogliere e il centro abitato.
Non è così. I due cantieri sono distinti, come distinti sono i procedimenti, i materiali in esame, la conformazione dei luoghi e la natura delle opere. L’inchiesta che riguarda Universo Beach segue un proprio percorso; quella relativa a Largo Marina, invece, si concentra su un progetto di protezione e ripascimento di una spiaggia con caratteristiche del tutto particolari, stretta tra il porto, le scogliere e il centro abitato.
Il sequestro e la rimozione.La vicenda cetarese si è sviluppata nelle settimane precedenti alla piena stagione estiva. Dopo primi accertamenti svolti sul materiale depositato sull’arenile, la Capitaneria di Porto aveva fermato le operazioni di spandimento e segnalato la necessità di verifiche sulla compatibilità del materiale rispetto alla spiaggia. In seguito, il cantiere e i cumuli di aggregato sono stati sottoposti a sequestro nell’ambito dell’indagine della Procura.
Il punto, però, è che i materiali erano stati depositati in cantiere e non era stata ancora avviata la fase conclusiva del ripascimento, cioè la formazione della miscela progettuale e la sua posa sull’arenile. Le componenti — sabbia, ghiaietto e ghiaia — erano arrivate in tempi diversi e dovevano essere dosate e miscelate secondo le proporzioni previste, mentre le verifiche iniziali avevano riguardato singoli cumuli o combinazioni parziali, non l’aggregato finale destinato alla posa.
La misura cautelare ha inevitabilmente creato un problema immediato per il paese: una parte della spiaggia di Largo Marina risultava occupata dai cumuli, proprio alle porte della stagione balneare. Da qui l’iniziativa del Comune e della difesa per ottenere la possibilità di rimuovere il materiale, senza interferire con le esigenze investigative.
Il Gip ha quindi autorizzato la rimozione selettiva dei cumuli e il trasferimento in un’area di stoccaggio, dove il materiale resta disponibile per gli approfondimenti tecnici. Le attività hanno consentito di liberare interamente l’arenile in meno di un mese e di restituire Largo Marina a cittadini, attività e turisti. Il successivo passaggio davanti al Tribunale del Riesame ha confermato la possibilità di procedere lungo questa strada, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla Procura contro il provvedimento.
Una spiaggia costruita nel tempo
La discussione, però, non può prescindere dalla storia di Largo Marina. Il progetto di riqualificazione e difesa costiera prende avvio già nel 2007 e rappresenta il primo intervento organico di ripascimento destinato a un comune della Costiera Amalfitana. Non è quindi un’operazione estetica né il tentativo di modificare artificialmente un tratto di costa incontaminato: è un’opera pensata per contenere gli effetti delle mareggiate e salvaguardare un punto vulnerabile dell’abitato.
La discussione, però, non può prescindere dalla storia di Largo Marina. Il progetto di riqualificazione e difesa costiera prende avvio già nel 2007 e rappresenta il primo intervento organico di ripascimento destinato a un comune della Costiera Amalfitana. Non è quindi un’operazione estetica né il tentativo di modificare artificialmente un tratto di costa incontaminato: è un’opera pensata per contenere gli effetti delle mareggiate e salvaguardare un punto vulnerabile dell’abitato.
L’arenile di Cetara nel tempo.
L’arenile di Cetara, del resto, non può essere valutato come se fosse rimasto identico nel tempo: la spiaggia attuale è infatti il risultato di interventi risalenti a decenni diversi, di opere portuali, della ricostruzione successiva alle mareggiate, di ricariche periodiche e della forte urbanizzazione della fascia costiera. Sotto il livello superficiale emergono materiali eterogenei e stratificazioni riconducibili proprio a questa storia: ghiaie, sabbie, frammenti di laterizio e altri apporti accumulati negli anni.
In questa prospettiva, l’immagine romantica della piccola spiaggia di pescatori — suggestiva e certamente parte dell’identità cetarese — non può diventare il solo parametro per giudicare un intervento di difesa costiera. Largo Marina è oggi uno spazio nel quale convivono porto, attività economiche, turismo, abitazioni e funzioni pubbliche e proteggerla significa proteggere anche il paese.
L’arenile di Cetara, del resto, non può essere valutato come se fosse rimasto identico nel tempo: la spiaggia attuale è infatti il risultato di interventi risalenti a decenni diversi, di opere portuali, della ricostruzione successiva alle mareggiate, di ricariche periodiche e della forte urbanizzazione della fascia costiera. Sotto il livello superficiale emergono materiali eterogenei e stratificazioni riconducibili proprio a questa storia: ghiaie, sabbie, frammenti di laterizio e altri apporti accumulati negli anni.
In questa prospettiva, l’immagine romantica della piccola spiaggia di pescatori — suggestiva e certamente parte dell’identità cetarese — non può diventare il solo parametro per giudicare un intervento di difesa costiera. Largo Marina è oggi uno spazio nel quale convivono porto, attività economiche, turismo, abitazioni e funzioni pubbliche e proteggerla significa proteggere anche il paese.
Perché il materiale è diverso
Il materiale previsto per Cetara è stato scelto proprio in ragione delle caratteristiche geologiche del territorio e della natura antropizzata dell’arenile e le valutazioni tecniche hanno individuato aggregati provenienti da cave inserite nel medesimo sistema calcareo-dolomitico che caratterizza il bacino del Torrente Cetus e la costa locale.
L’obiettivo non è sovrapporre una sabbia estranea alla spiaggia, ma ottenere una miscela di componenti compatibile, sotto il profilo granulometrico e morfologico, con l’assetto effettivo dell’arenile. Le prove già svolte indicano inoltre materiale sciolto e drenante, non un impasto rigido o cementato. Le analisi definitive dovranno naturalmente confermare questi elementi, attraverso prelievi sul materiale ora custodito e un confronto tecnico aperto a tutte le autorità coinvolte.
Il materiale previsto per Cetara è stato scelto proprio in ragione delle caratteristiche geologiche del territorio e della natura antropizzata dell’arenile e le valutazioni tecniche hanno individuato aggregati provenienti da cave inserite nel medesimo sistema calcareo-dolomitico che caratterizza il bacino del Torrente Cetus e la costa locale.
L’obiettivo non è sovrapporre una sabbia estranea alla spiaggia, ma ottenere una miscela di componenti compatibile, sotto il profilo granulometrico e morfologico, con l’assetto effettivo dell’arenile. Le prove già svolte indicano inoltre materiale sciolto e drenante, non un impasto rigido o cementato. Le analisi definitive dovranno naturalmente confermare questi elementi, attraverso prelievi sul materiale ora custodito e un confronto tecnico aperto a tutte le autorità coinvolte.
Situazioni diverse fra Cetara e Salerno.
Questo è un altro punto che separa Cetara da Salerno. Non è possibile trarre conclusioni per analogia fra lotti di materiale, siti, progetti e modalità di lavorazione diversi, né l’eventuale discussione tecnica sul materiale cetarese può essere trasformata in una prova indiretta delle contestazioni che riguardano Universo Beach.
Questo è un altro punto che separa Cetara da Salerno. Non è possibile trarre conclusioni per analogia fra lotti di materiale, siti, progetti e modalità di lavorazione diversi, né l’eventuale discussione tecnica sul materiale cetarese può essere trasformata in una prova indiretta delle contestazioni che riguardano Universo Beach.
Estate salvata, lavori da riprendere.
La rimozione dei cumuli ha consentito di salvare la stagione balneare, ma non ha cancellato l’esigenza alla base dell’opera. Con le prime mareggiate autunnali, Largo Marina tornerà a essere esposta e il tema del completamento del ripascimento dovrà essere affrontato.
Per questo le analisi che saranno svolte sul materiale stoccato sono decisive. Tutti hanno interesse a una risposta chiara: l’Amministrazione, i cittadini, gli operatori economici, l’impresa e gli stessi organi di controllo. Se verrà confermata l’idoneità della miscela, il progetto potrà proseguire con prescrizioni e monitoraggi condivisi; se invece emergeranno difformità non sanabili rispetto alle caratteristiche contrattuali richieste, il problema riguarderà la fornitura e potrà sfociare in un contenzioso nei confronti del soggetto responsabile.
La rimozione dei cumuli ha consentito di salvare la stagione balneare, ma non ha cancellato l’esigenza alla base dell’opera. Con le prime mareggiate autunnali, Largo Marina tornerà a essere esposta e il tema del completamento del ripascimento dovrà essere affrontato.
Per questo le analisi che saranno svolte sul materiale stoccato sono decisive. Tutti hanno interesse a una risposta chiara: l’Amministrazione, i cittadini, gli operatori economici, l’impresa e gli stessi organi di controllo. Se verrà confermata l’idoneità della miscela, il progetto potrà proseguire con prescrizioni e monitoraggi condivisi; se invece emergeranno difformità non sanabili rispetto alle caratteristiche contrattuali richieste, il problema riguarderà la fornitura e potrà sfociare in un contenzioso nei confronti del soggetto responsabile.
Il Comune di Cetara.
Nel frattempo, il Comune ha scelto la via della massima collaborazione con la Procura, la Capitaneria e gli enti tecnici, sospendendo anche il procedimento amministrativo avviato poco prima dell’inizio delle operazioni. In questo quadro hanno operato il collegio difensivo composto dagli avvocati Michele Tedesco e Giuseppe Vitolo, per il Sindaco e l’Amministrazione comunale, e dall’avvocato Gaspare Dalia, per il Rup e responsabile dell’Area tecnica.
La priorità resta una sola: completare, con dati verificati e regole condivise, un intervento atteso da anni e necessario per Cetara. Senza confondere cantieri diversi e senza trasformare un confronto tecnico, ancora aperto, in una sovrapposizione impropria con la vicenda di Salerno.
La priorità resta una sola: completare, con dati verificati e regole condivise, un intervento atteso da anni e necessario per Cetara. Senza confondere cantieri diversi e senza trasformare un confronto tecnico, ancora aperto, in una sovrapposizione impropria con la vicenda di Salerno.






